LE REGOLE DELL’ORTO SINERGICO

Il diario dell’orto è una serie di informazioni su come procedere in “ sinergia “ per cercare di fare al meglio l’orto. L’obiettivo è realizzare un orto sinergico.Come è evidente noi non abbiamo agito on questo modo per questioni di tempo e e di natura del terreno, ma è quello da oggi inizieremo a fare

Coltiviamo seguendo l’esempio della natura che ci permetterà , dopo la fatica iniziale , di ottenere risultati soddisfacenti con un impegno piccolo specie se saremo un bel gruppo.. Per iniziare l’impianto ottimale bisogna creare delle prese o bancali alti almeno un 20 cm e larghi non meno di un m. 1,20 ammucchiando sopra la terra tolta nel formare i passaggi laterali e lunghe come si vuole. La divisione della terra dove si cammina da quella dove devono crescere le piante è importante perché in questo modo si evita di schiacciarla facendo diventare dura la presa cioè la parte che coltiveremo. Cerchiamo di tenere sempre coperta la terra con un buon spessore di pacciamatura che protegge l’umidità della terra e impedisce alle erbe infestanti di crescere e alla pioggia di dilavarla. In ogni presa possiamo mettere diverse varietà di piante. La varietà è il rimedio contro le malattie delle piante e l’impoverimento delle sostanze nutritive del terreno. Ciò si chiama sinergia, le piante tra di loro si aiutano per combattere le malattie e non impoverire il terreno. La stessa che dovrebbe nascere tra chi vuole portare avanti questo progetto ecco perché mi è venuta l’idea del diario dell’orto di modo che tutti sappiano come comportarsi essendo informati di quello che è necessario fare.

La sinergia permettere di coltivare in maniera biologica l’orto. Le regole principali dell’orto sinergico sono non arare né zappare, non compattare il suolo, non concimare, e consociare( La consociazione è un intreccio di relazione tra famiglie botaniche diverse, è come un GAS!!) . Così l’orto diventa un ecosistema come un bosco. Però al momento dell’impianto vangare l’orto è necessario.

Come fare la pacciamatura.

La pacciamatura, come già scritto, ha la funzione che hanno le foglie morte in un bosco, protegge la fertilità della terra dal dilavamento della pioggia e mantiene l’umidità nei periodi estivi e rallenta la crescita delle infestanti e si trasforma in humus. La pacciamatura farà evitare progressivamente l’operazione di sarchiatura, cioè di togliere manualmente la gramigna e altre erbe infestanti diminuisce le innaffiature. I prodotti adatti alla pacciamatura sono ogni materiale organico che non sia umido, i più adatti sono gli scarti delle piante come le foglie, il fieno, la paglia sminuzzati come va molto bene l’erba tagliata e gli scarti dell’orto. Più piccoli sono le dimensioni delle foglie, dei rami cioè del materiale che usiamo per pacciamare e meglio si possono distribuire in strati sottili. Se usiamo erba o altro materiale fresco sarà meglio stendere uno strato sottile quando la copertura si sarà appassita stenderne un altro strato nei punti scoperti, bisogna fare in modo che il terreno non rimane scoperto. E’ necessario verificare che non marcisca ne che sia troppo asciutto per non essere portato via dal vento. Nei camminamenti inizialmente si possono mettere anche dei cartoni.

Per ora la pacciamatura la limitiamo ai camminamenti ed al parte di terreno non ancora coltivato, poiché per pacciamare le piantine occorre un sistema di irrigazione con tubi che non abbiamo

La sinergia

Per ottenere la sinergia in una presa si seminano sempre le leguminose come i fagioli, piselli e le fave, sono quelle più conosciute. Le leguminose hanno la capacità di fissare l’azoto atmosferico che è il principale elemento nutritivo delle piante da orto tramite un batterio che cresce nelle radici. Sui fianchi delle prese si mettono sempre le liliacee; aglio, scalogno, cipolla, porro che hanno le caratteristiche di tenere lontano i batteri, ma queste per alcune piante non vale. Nel centro della presa si pianta quello che si vuole mantenendo sempre tra le piante la distanza necessaria. Questo metodo richiede alcune accortezze. La consociazione in natura avviene sempre, non esistono luoghi in cui sia presente una solo specie vegetal., un bellissimo e grande esempio è proprio il luogo che ci è stato dato in uso l’anno scorso, dove prosperano anche alberi come il pino marittimo e l’ulivo che sono originari di altri luoghi.

Nelle prese si possono coltivare anche fiori che hanno capacità antibatteriche, il più comune è la calendula. Anzi sarebbe bello e buono coltivare lungo i bordi questi fiori ed altri come anche le erbe aromatiche. Quando raccogliamo lasciamo dentro le radici esse serviranno di nutrimento alle piante perciò nelle stessa presa ci potranno essere piante a diversi stadi di vita, vecchie, giovani, appena nate, morte. E lasciamo morire nella presa le piante da cui è stato raccolto il frutto ad esempio le piante di pomodoro quando il raccolto è finito. Arriveremo a fare così

Le accortezze nell’impianto della presa.

La consociazione, come ho già scritto, è stata introdotta nell’agricoltura sulla base di quando avviene in natura, essa nasce da esperienze collaudate quindi ci sono già metodi da seguire.

Queste le regole generali

Non consociare piante che crescono ad uguale altezza.

Cercare di consociare piante a diverso sviluppo radicale

Non consociare piante che appartengono alla stessa famiglia

Consociare piante che siano pronte alla raccolte in tempi diversificati affinché le piante consociate crescano senza prendere il sopravvento l’una sull’altra.

Dare precedenza alle leguminose

Tenere conto della classificazione degli ortaggi in elevato,medio e basso consumo di azoto.

Disporre le piantine a file è il sistema più razionale perché permette più agevolmente le operazioni di coltura .

(Per quest’anno è meglio non seminare ma mettere a dimora direttamente le piantine come pomodori, melanzane, e zucchini , cetrioli e bietole che sono piante che con il loro accentuato sviluppo fogliare e radicale permetteranno di liberarci dalla gramigna che è l’infestante prevaricante.

Classificazione degli ortaggi,

ortaggi deboli consumatori; ceci,fagioli,fave,piselli cioè tutte le leguminose che come ho già scritto migliorano il terreno.

Ortaggi medi consumatori: aglio, cipolla, cardi, carciofi, finocchio, insalate, patate, rape, ravanelli e spinaci.

Ortaggi forti consumatori: cavoli (tutte le specie), cetrioli,melanzane, peperone, pomodoro, porri, zucche e zucchini.