Gavassa e bacchette magiche …

Ieri sera, alla palestra di Gavassa, è stata davvero una serata diversa.  Una serata dove con mio grande piacere mi sono sentita, come grillina, abbastanza inutile.                                                                                                                                                                 Si era pensato di intervenire su vari temi, di porgere svariate domande, insomma di fare i “grillini”, ma non ce n’è stato bisogno … Alla fine mi sono dovuta limitare a chiedere soltanto un’opinione sulla creazione di un centro riciclo modello Vedelago e del perché non si avvia un tavolo tecnico con la Sig.ra Carla Poli.   Questo per un motivo semplice e  interessante: perché i cittadini di Gavassa hanno preso in mano la serata e l’hanno condotta! Un esempio di cittadinanza attiva che fa onore a Reggio Emilia!
Con un certo imbarazzo del Sindaco e degli altri ospiti, ha deciso il pubblico in sala come doveva condursi la serata e di cosa si sarebbe parlato.  Si è evidenziata la forte contrapposizione tra quello che pensa di fare l’amministrazione ( o almeno di “come” pensa di farlo) e quello che vorrebbero i cittadini.
Gli agricoltori, in particolar modo, hanno fatto sentire la propria voce, “scendendo in campo” – e mai come questa volta è il caso di dirlo – con domande e questioni che mi sembrano fondamentali.
Prima fra tutte perché si è scelto di utilizzare dei terreni agricoli allo scopo e non quelli industriali che sarebbero più adatti. Secondo, come e quanto un impianto comunque industriale andrebbe ad impattare sulla produzione agricola e in particolar modo quella del latte.
Il  dubbio chiaramente espresso è  che questo impianto TMB serva solo a preparare del CDR in vista di un futuro inceneritore. A questa perplessità in particolare il Sindaco Del Rio ha ribadito nettamente e con convinzione che non c’è alcuna intenzione di costruirne uno. Ma ci chiediamo, e se lo chiedevano anche altre persone che sono intervenute, se a questa bella e forte negazione “orale” seguirà qualcosa di scritto di chiaro e inoppugnabile.
Alla richiesta di dialogo e di “progetto partecipato” fatta dal Sindaco, richiesta sicuramente lodevole e di buona volontà, segue però una difficoltà strutturale che non ci fa ben sperare e cioè che la decisione di usare terreni agricoli per creare questo “polo verde” sia già definitiva e non più discutibile. Anche perché decisa già da molto tempo.
Allora, a me come cittadina viene in mente una domanda: “ma se una decisione presa risulta essere chiaramente non la migliore che si poteva prendere, cosa vieta a un’amministrazione di tornare sui suoi passi? Perché non si può spostare il progetto su terreni dell’area industriale?
Penso sia questo il nodo principale della questione.
Infine, credo sia bene puntualizzare, alla risposta che il Sindaco mi ha dato sull’esempio del centro Vedelago: “nessuno ha la bacchetta magica, e a Treviso pagano il doppio di tariffa sui rifiuti” è che il centro riciclo Vedelago si riferisce al consorzio Priula della Provincia di Treviso e infatti è in provincia che attuano la raccolta porta a porta spinta e si appoggiano al centro di cui sopra e, guarda caso, pagano molto meno che a Treviso città!
Insomma una serata tesa, ma che comunque ha creato un dibattito civile e democratico. Il prossimo appuntamento  a settembre per riprendere la discussione. Non sarebbe male se al prossimo incontro si invitasse anche la Sig.ra Carla Poli, magari potrebbe farci vedere se la bacchetta magica ce l’ha oppure no.

About Rossella Di Monda

Nata a Napoli e già è abbastanza!