A volte ci sembra di aver compreso tutto della vita, della società e dei pensieri che attraversano la mente umana.
Poi, in un giorno qualsiasi decidi di aggiungere qualcosa alle tue conoscenze, ma non certo per masochismo, ma con la voglia di verità e decidi di assistere alla proiezione di un film che, se passasse il ddl intercettazioni, non avremmo mai più la possibilità di vedere.
Da questa esperienza comincia un turpiloquio interiore e la tua mente incomincia a tracciare un’analisi nuova e diversa della società; un’analisi che ti spaventa e rimette in discussione tutti i valori veri nei quali ti sei sempre rispecchiata.
Mignottocrazia è diventata una parola importante, che proporrei di inserire nel dizionario, perchè rappresenta un vero e proprio stile di vita, attribuibile per certo al nostro periodo storico: l’era Berlusconiana.
Per mignottocrazia non intendo parlare di prostitute, che poco o niente hanno a che vedere con questo fenomeno marcato e preciso e non intendo nemmeno biasimare la professione della prostituta, antico mestiere nato nel momento in cui sono apparsi l’uomo e la donna sulla terra, un costume diffuso fin dall’antichità.
Questo è e rimane, a mio avviso, un mestiere come un altro, che a volte uno sceglie o a volte subisce; dietro a queste scelte o situazioni obbligate spesso troviamo situazioni complicate, difficili, storie di vita spesso al limite della vita stessa.
Esercitare questo mestiere non è nemmeno semplice, può risultare rischioso, tanto rischioso quanto fare il magistrato, quanto combattere la mafia, quanto difendere i propri diritti.
Vendere il proprio corpo spesso è rischioso e naturalmente credo che per esercitare questa professione è necessario “avere tanto pelo sullo stomaco”.
Non avrei mai fatto una scelta del genere nella mia vita, perchè ho avuto delle condizioni di vita che mi hanno permesso di trovare un lavoro, di curarmi e soprattutto di accedere all’istruzione, ma non per tutte è stato così e la loro scelta non deve sicuramente essere giudicata nè da me nè da altri.
Ma tutto ciò che sto scrivendo è molto lontano dall’analisi della parola Mignottocrazia, che ho usato precedentemente.
Questo fenomeno così diffuso, che sta segnando la nostra società è stato voluto e creato ad immagine e somiglianza di questo Governo e soprattutto dal nostro Presidente del Consiglio, che ha pensato bene di svuotare l’immagine della donna dando valore e peso soltanto ai suoi genitali.
E se, ancora oggi questo governo, insieme al suo premier gode di una netta maggioranza, significa che Berlusconi ha creato un valore, oltre naturalmente a quello dell’illegalità, nei quali gli Italiani, almeno il 50%, si ritrovano.
La donna in politica e in Parlamento non è più mente e strategie, non é più cervello e azione, la politica è sotto la gonna, e sotto la gonna niente mutande. La politica oggi è dare un’immagine di bellezza esteriore, dire al mondo intero: io sono qua e sono bello, e tutti intorno a me sono belli.
Questo “modus operandi” ci trasmette anche l’idea che il denaro può comprare tutto, svuotare l’anima e le menti, oltre naturalmente essere il dio che compra le miserie, le storie di strada, le storie di vite fallite.
Gli Italiani amano avere a capo della loro pseudo repubblica un bellimbusto troglodita che si fa il lifting, il trapianto di capelli, e che si inietta nel pene sostanze che gli permettono di soddisfare giovani e belle ragazze, spesso anche minorenni, in cambio naturalmente di grosse cifre di denaro, spendibili attraverso carte di credito a loro intestate.
Giovani donne, e a volte tutte insieme, che per il volere di un capo aprono le gambe cantando “meno male che Silvio c’è”.
Così vuole lui.
Ma gli italiani di niente si preoccupano, il Paese sta andando a rotoli e nemmeno Dio, per i pochi che ancora ci credono, ci potrà salvare. Il nostro è un Paese che ha un debito pubblico altissimo, non c’è futuro per i nostri figli, le fabbriche chiudono, fra un po’ l’istruzione diventerà un privelegio per pochi.
Continuano a non preoccuparsi nemmeno davanti al fatto che queste orge, questi festini privati, queste cene sfarzose da 80.000 a sera, vengono pagate con i loro soldi; così come non si preoccupano di continuare a votare uno che tiene in piedi un paese in nome del suo fallo.
Non credo nemmeno di essere d’accordo con le parole della BBC Word, che ci deride e ci ridicolizza nel mondo dicendo che il Paese è guidato da un uomo che segue la “cultura sessista”.
Il sesso, scientificamente, è un’altra cosa.
Questo fenomeno corrisponde ad una schiavitù mentale che attraverso la videocrazia, ha trasformato la realtà drammatica del nostro Paese in una realtà a luci rosse, più comoda e sicuramente meno dolorosa per il popolo Italiano.
Davanti a questo fenomeno e costume, mi sono persa e vago fra quelle strade polverose e in un barlume di luce rivedo le mie conoscenze, i valori che ho introiettato e che hanno formato la mia persona. Allora la forza delle donne era presente, allora noi eravamo una forza.
In questi dolorosi anni si è passati dalla libertà femminile ad una schiavitù profonda legata al dio soldo e al potere di un uomo solo , un uomo malato che ha in pugno un paese in nome del suo fallo.
Eppure credo che ci sarà un momento in cui gli schiavi si ribelleranno e il Sin. Berlusconi sarà colpito e attaccato proprio dalla classe femminile, che lui ha così disprezzato e alla quale ha tolto ogni dignità.
(nella foto, il Ministro per meriti indefinibili Mara Carfagna)




Cara Claudia,
quello che tu scrivi è vero come è amaro per noi donne. La cosa triste è hce nei decenni passati le donne in Italia avevano lottato e sputato sangue per migliorare la nostra condizione e adesso un piccolo gruppo di mignotte ce li sta togliendo pian piano. Dimostrando e insegnando che se vuoi diventare “qualcuno” la devi dare.
Ma non durerà ancora molto, credimi, tra un pò dovranno salpare con la”love boat” e scappare, perchè gli italiani non sanno più dove sbattere la testa ..