Di Claudia Zafferri
Max Weber, famoso sociologo tedesco, già negli anni ’20 descriveva la leadership carismatica come”una certa qualità della personalità di un individuo, in virtù della quale egli si eleva dagli uomini comuni ed é trattato come uno dotato di poteri o qualità soprannaturali, o quanto meno eccezionali”.
Parlando di leadership, piu’ volte non sono mancati in Italia, paragoni e rassomiglianze fra Mussolini e Berlusconi; occorre però riflettere attentamente perchè esiste una differenza spesso sottovalutata tra CARISMA PERSONALE e LEADERSHIP CARISMATICA.
L’esperienza politica di Berlusconi è iniziata grazie ad una forte amicizia con Bettino Craxi. Berlusconi si è impossessato del partito chiamato allora PSI dopo averlo sostenuto attraverso le sue emittenti private. Nel momento in cui Craxi è stato ad un passo dall’arresto, Berlusconi è sceso in campo prepotentemente, alla sua maniera; nasce così l’era della videocrazia.
Con Berlusconi, che è stato appoggiato da varie lobbies, si é compiuto, con il silenzio dell’Italia, un ulteriore passo verso l’egemonia mediatica.
Berlusconi dal quel momento non incarnerà più un solo partito, ma un’intera coalizione di governo, un intero stile di vita, un fenomeno sociale e di costume. Diventerà un leader mediatico, un fenomeno nuovo e anomalo per la politica in Italia e in Europa. Forza Italia è fatto a sua immagine e somiglianza e il potere che egli raggiunge nel nuovo partito, non ha paragoni.
Nasce l’era del Berlusconismo, il regno corrotto dell’imperatore Silvio.
Lui decide chi sono i suoi coordinatori, lui ha sempre l’ultima parola sulle liste dei candidati e non teme nessuna mozione durante i congressi, perchè ciò non è previsto dallo statuto. Diciassette anni di corruzione, mazzette, rapporti con la criminalità organizzata, l’era del Berlusconismo sarà l’era che segnerà la nostra politica e la cambierà, cambierà anche molta gente comune, che si lascerà trascinare dalla prepotenza e troverà in essa l’unico valore.
Questi sono stati gli anni della vergogna mediatica, anni in cui la politica italiana ha finito per assomigliare sempre di più ad una telenovela.
Ma i politici non si vergognano di nulla, i politici hanno poca memoria, non si ricordano chi ha pagato loro gli appartamenti, sono ignari persino di esistere…sono forse affetti da una grave degenerazione neurologica di massa? Tutto è concesso in virtu’ del fatto che viviamo in questa era, l’era del presidente operaio, che attraverso le sue azioni e i suoi modi di fare politica ha contagiato e dato l’esempio anche ai partiti dell’opposizione.
Ed è proprio sugli esempi dell’era Berlusconiana che altri personaggi del mondo politico italiano, anche a livello locale, sfoderano la loro prepotenza,mostrando i muscoli e cercano d’impossessarsi di un partito per godere di un potere strategicamente più forte, e se caso mai fosse assoluto e anche un pochino antidemocratico, ancor meglio.
E’ la scuola dei piccoli “golpe”, la scuola che il Consigliere Riva ha imparato dal nostro amatissimo Cavaliere.
In fondo la sinistra, questa pseudo sinistra,che dopo la morte di Berlinguer, non è mai riuscita ad avere un leader carismatico capace di istituire un rapporto di calore con le masse, deve la sua esistenza a Berlusconi. Se Berlusconi non esistesse, loro non esisterebbero, la sinistra ha paura che Berlusconi perda il suo trono, ha paura perchè da lui ha imparato molti giochi di potere e, insieme a lui li condivide-
Ed è così, che un po’ sbigottiti e un po’ ancora addormentati ci alziamo una mattina, apriamo tre giornali locali e ci rendiamo conto di aver speso più di tre euro per leggere che Matteo Riva è alle prese con una scalata del suo partito, l’IDV, che si è lanciato alla sua conquista usando ogni mezzo:raccolta differenziata? Riciclo? Un nuovo partito fatto dalle rimembranze della sua gioventù, persone di Comunione e Liberazione, che da sempre si sa essere contrari agli ideali di sinistra ,poi comunità di cutresi, che non sappiamo fino a che punto parteciperanno alla vita politica della nostra città.
Mi assilla un dubbio: – ma non è che per caso il consigliere Riva abbia avuto una vita politica un po’ contradditoria, essendo stato iscritto a diversi partiti, e che ancora non si sia accorto che spesso gli ideali perseguiti dall’IDV risultano molto in contrapposizione a quelli portati avanti dai tesseramenti precedenti? Mi chiedo come faccia poi a conciliare i suoi già numerosi impegni da doppi incarichi, ma sorrido leggendo un commento di un cittadino , su Reggio 24 h, che lo definisce a livello regionale”RIVA THE GHOST”.
In sala del Tricolore sembra stare comodo, probabilmente quella poltrona è di tessuto molto buono, forse gli piace o forse anche lui, come il Ministro Scajola ha perso la memoria, e non si ricorda che qualche volta esiste anche la Regione, per la quale se non erro, è pagato. Lo vedo e lo immagino vagare per le vie di Reggio alla ricerca e al riciclo del suo passato, dei suoi vecchi ideali, per poterli riesumare e riproporli in una società che, da allora ha subito un profondo cambiamento.
Per favore, restituiamo un’ anima alla politica e liberiamola dalle lobbies di potere.
Riva non si ricorda forse che non basta vincere una tornata elettorale per garantirsi il consenso eterno dei cittadini.
L’occhio del cittadino è vigile, attento, in particolar modo in un momento così drammaticamente difficile per il nostro Paese.
Il popolo legge, s’informa, è in grado di giudicare.
La stessa gente legge sui quotidiani che Paola Zilli, coordinatrice dell’IDV di Parma è riuscita a scalare il Partito grazie alle tessere dei cutresi locali, ora Riva sta facendo lo stesso gioco. Che dire; bel colpo per i cutresi e bel colpo per l’IDV, che risulta essere già nelle alleanze del PD, e che insieme a loro andrà a condizionare tutta la politica regionale e in particolar modo l’urbanistica.
Chi vigilerà sul loro operato?
Il Sindaco Del Rio è troppo occupato a sistemare i conti delle casse comunali, che non quadrano mai, e i proventi derivanti dalle concessioni edilizie fanno sempre comodo, specialmente in questo periodo di “vacche magre”.
Allora lo faremo noi, noi cittadini, con le nostre proteste e, se sarà il caso anche con i nostri esposti.



