Satirikando

Inauguriamo da oggi una rubrica a cadenza mestruale dedicata ai grandi statisti del bar Sport. L’onore della prima posizione non poteva che esser appannaggio del più stimato tra i tanti, l’invidiatissimo dottor Phil Hippie.
Prima di addentrarci nella giungla dei suoi numerosissimi e riconosciuti meriti, valga per tutti l’esser uno dei pochi che, nella nostra provincia, siano riusciti a comprendere la teoria della relatività abbinata alla tabellina del sette, va detto che da alcuni giorni il nostro eroe sarebbe stao oggetto delle attenzioni di un gruppo di cittadini riuniti nel comitato “Nimprompiò”, capitanati dal due di coppe a cavallo della sua prostata. Stando al sedicente portavoce, codesto clan di facinorosi, già esasperati dal gran caldo, avrebbe inoltrato a Phil Hippie la richiesta di una moratoria sull’idiozia, aggiungendo che “se proprio vuole una scorta, sarà meglio che ne faccia domanda alle autorità sanitarie anzichè alle forze di P.S.”. La posizione del bisognoso di cure e d’affetto è stata l’oggetto di un vertice in Prefettura tra il mago Otelma e il primario del reparto di brachicefalia Dr. Plasmon. Al momento il gran Visir della collina sarebbe al sicuro in una località ignota oltre i bastioni dell’isola che non c’è. Vi terremo informati; nel frattempo prestate attenzione alle ascelle, in questi giorni d’afa frequentemente assimilabili ad oggetti contundenti.
ULTIM’ORA! Apprendiamo in questo istante da un lancio d’agenzia (“Trangugia & Divora – pompe funebri, carburatori e tarzanelli) che un bimbo rom avrebbe rinvenuto in un pacchetto di patatine – precedentemente estorte, nel solco d’una tradizione millenaria, ad un clandestino bergamasco – una serie di minacce all’intelligentone di cui sopra attribuibili a militanti di Al Qaeda (o del circo Darix Togni, non è chiaro), ipotesi da non sottovalutare se si tien conto che, se a Costaferrata furono fondate le B.R., nei boschi di Leguigno potrebbero celarsi  cellule di terroristi islamici (o, più che cellule, delle metastasi di Braccobaldo). Sarà d’uopo ricordare che, stando a recenti studi svolti negli archivi dell’edicola di Piazza Duomo dal dottor Mengele, anche Stalin avrebbe avuto degli antenati a Giandeto, mentre il ns. uomo e il suo sodale Ghe Deeney vantano una discendenza dal laboratorio di Frankenstein (dalla pattumiera, più precisamente).
Concludiamo rimarcando quanto le popolazioni del monte siano, da tempo immemorabile, universalmente note ed apprezzate per il raffinato acume che le caratterizza, pregio che trova la più brillante manifestazione nell’impareggiabile motto “quand al Ventàs al g’ha al capèl, o che viin bròt, o che viin bèl”.

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