Erbe di casa nostra: il Tarassaco

Maria De Canditis ci spiega le proprietà di una pianta che tutti conosciamo ma di cui non sappiamo probabilmente nulla.

Cari amici  del GAS, ortolani o no, scrivo questo articolo per condividere con voi un momento di “decrescita felice” per farvi conoscere  le erbe che crescono spontanee intorno all’orto, sia  che  abbiano un uso culinario o solo curativo.

Tra queste la più diffusa è il Tarassaco, di cui ora scrivo, ma ci sono anche la cicoria selvatica da cui è nata la catalogna, la malva, la piantagine lanceolata e la  portulaga di cui ho trovato solo poche piante, che ho sempre estirpate perché come  tutte le erbe selvatiche  nell’orto sono infestanti, la prossima stagione le daremo un po’ di spazio.

Quando ero bambina giocavo con i  fiori del Tarassaco che quando si trasformano in semenza formano l soffioni, il gioco mi sembra fosse una gara a chi faceva volare  prima i semi, o forse semplicemente ci divertivamo a farli volare. Ricordo che  masticavo   lo stelo ed anche i petali, che  contrariamente al resto della pianta non sono amari. Non era uso, però, nella mia famiglia  che abitava in  una cittadina meridionale, raccogliere   il Tarassaco,  raccoglievamo  la rucola.

L’ultima volta che sono andata  “al mercato del contadino” di Reggio  il Tarassaco era in vendita a 8 euro al Kg,  in assoluto  la verdura che costava di più. Ho deciso di inserirlo nella mia cucina in modo sistematico, ed per questo che ho raccolto tutte le informazioni possibili da aggiungere a quelle già di mia conoscenza.

Esso è presente in abbondanza nella pianura padana cresce ovunque (fino ai 2000 m.), e si trova  anche intorno all’orto del GAS.

In molte parti d’ Europa esso  viene coltivato. La semina di alcune varietà migliorate  si effettua a marzo fino a giugno in file distanziate tra loro di una ventina di cm per poi diradare le piantine di  dieci cm fra di loro sulla fila. In autunno si fanno imbiancare le foglie tra due strati di terriccio per poterle consumare in inverno come insalata, ma è meglio mangiare quello che nasce spontaneo. Col tempo potremmo creargli un angolo riservato. Ha   fiori gialli che si aprono di giorno e si chiudono  all’imbrunire. La fioritura inizia  a marzo e dura fino a novembre, il mese per far un raccolto abbondante di fiori è   aprile. Il Tarassaco appartiene alla famiglia delle cicorie selvatiche, che fanno parte dei supercibi. Alle api fornisce sia polline che nettare, esse ne ricavano anche un  miele che si usa come epatoprotettore.  E’ bene  raccogliere piantine che crescono in luoghi non inquinati. il Tarassaco è anche conosciuto come dente di leone,  soffione, cicoria matta, girasole e piscialetto. Ne esistono molte varietà, da nane a giganti fino a 70 cm…

Esso oltre l’uso alimentare  (durante la guerra ha tolto un po’ di fame a molta gente) ha anche un uso curativo. Contiene sodio, fosforo,magnesio, calcio, ferro e vitamina C più delle carote e più ferro degli spinaci. Mangiare 100 gr. di tarassaco equivale a mangiare 30 gr. di parmigiano relativamente al calcio, per  il potassio ed il ferro basta mangiarne meno di 100gr. Esso è particolarmente ricco di potassio (chi assume potassio sotto altra forma è meglio che non mangi il tarassaco per evitare un eccesso di questo elemento). La  radice contiene inulina.  Se desiderate sapere di più sull’inulina  visitate questi siti: http://www.fitoterapia.in/piante_officinali/inulina.htmlwww.unipg.it/~isfisuma/images/Clearence.pd

Il  tarassaco è come il maiale, di esso si mangia tutto e si usa in tanti modi

Di seguito alcuni possibili usi di questo dono della natura.

RICETTE

1) Da fare in primavera o estate. Prendere delle foglie giovani e condirle con della  buona  pancetta, o anche il lardo, fatto sciogliere a fuoco lento e tirato con dell’aceto balsamico

2) Raccogliere in abbondanza le foglie di Tarassaco. Si prepara un sughetto molto semplice facendo soffriggere uno spicchio d’aglio e aggiungendo  il pomodoro a pezzetti sia fresco che in conserva, fate cuocere una decina di minuti. Io ho usato i pomodorini ciliegia raccolti quest’estate nell’orto e conservati  interi in  vasetto. Lessate o meglio scottate appena in acqua bollente il tarassaco e scolatelo. Mettetelo nel sughetto, salate ed aggiungete alcuni mestoli dell’acqua di cottura del Tarassaco coprite e fate cuocere secondo il vostro gusto. Quando è pronto cospargetelo di pecorino romano.

3) Ho mescolato spinaci e Tarassaco in parti uguali dopo averli lessati al dente. Ho sbattuto delle uova, il numero  delle uova dipende dalla quantità di erba usata,  ed ho messo dentro le erbe strizzate e tagliate, il sale, il parmigiano, dell’emmenthal e del taleggio perché questo avevo a disposizione, ma qualsiasi formaggio saporito va bene. Ho tagliato a fette alte un cm o poco più di pane  duro e l’ho bagnato  in  uovo sbattuto con del  latte lasciandole ammollare ma non disfare. Ho preparato la teglia ungendola con il burro e spolverandola con il pangrattato. Per fare aderire il pangrattato su tutta la superficie della teglia  facendolo  attaccare al burro inclinate e roteate la teglia Questo è il metodo da sempre usato per non fare attaccare la pietanza alla teglia oppure le torte nel qual caso si usa la farina così non è necessario usare nessun tipo di carta forno.  Adagiate prima le fette di pane e dopo  versate sopra il composto spolverizzate con del pangrattato mischiato al parmigiano e se volete mettete sopra dei fiocchetti di burro. Circa 20-30 minuti di forno. Gli ultimi 5 minuti fate grigliare se avete questa funzione nel forno. E’ da mangiare appena sfornato.

Ho anche preparato “un erbazzone” come sono solito farlo  mischiando Tarassaco e  bietole. Per  la prova  marmellata  “dobbiamo”  aspettare la primavera, “dobbiamo” perché li raccoglieremo insieme.

IL SUO USO IN CUCINA

Le foglie si mangiano sia crude che cotte ed hanno un gusto un po’ amaro che  è la  caratteristica delle cicorie selvatiche. Come tutte le cicorie amare  stimola la digestione ed è diuretica (da cui il nome piscialetto).       In primavera si mangia bene in insalata da solo o con l’uovo sodo  o mischiate ad altre insalate  alle quali si possono aggiungere anche una mangiata di  petali deL suo fiore. In autunno  si mangia cotta. Si cucina allo stesso modo delle altre verdure in foglia, lessate o a vapore, alle quali si può unire. Si può mettere nel minestrone o farci  la frittata e preparare il risotto come si fa con le altre verdure ad esempio gli spinaci.  L’acqua di cottura può essere bevuta come depurativo e diuretico perché  essa conterrà la maggior parte dei principi attivi. Il tarassaco in cottura perde parte del suo caratteristico gusto amaro.

LA RADICE

La parte più importante del tarassaco è la radice . Esse si raccolgono da maggio a  novembre, la radice  in inverno  non è  amara, fatte essiccare  e tostate in  tempo di guerra si usavano  al posto del caffè.  Questo surrogato del caffè  si avvicina al  gusto dell’orzo ed ha  proprietà digestive ed buono anche per i bambini. Ed ancora si produce. Anche le radici si possono mangiare crude tagliate a fettine sottili insieme a quello che vi piace o essere messe nel minestrone. Le radici   è meglio  raccoglierle  ad ottobre, poiché finita  la vegetazione sono ricche di inulina e sono sode. Per raccoglierle e conservarle   toglierle dalla terreno quando è bagnato senza danneggiarle, lavarle bene asciugarle e tagliarle a pezzi grossi per impedire di disperde il più possibile il latticello che fuoriesce in cui risiedono le proprietà terapeutiche. Farle ad asciugare in un posto fresco e arieggiato oppure nel forno  se ha la funzione ventilata, senza calore. il processo di essicazione  riesce bene quando l’interno della radice rimane  bianco. Conservare le radici in vasi opachi a chiusura ermetica

COME FARE UN APERITIVO

con la radice: mettere in infusione per otto giorni un pugno di radici triturate grossolanamente in un litro di vino bianco secco. Berne  l’equivalente di due tazzine da caffè  ai pasti, favorirà la digestione. L’ aperitivo si può fare anche con i fiori: Ci vogliono trenta grammi di fiori per un litro di vino bianco secco lasciti in infusione per circa un ora. Naturalmente filtrare prima dell’uso.

Dai fiori di tarassaco, In Jugoslavia, si ottiene un vino  che viene commercializzato e  dicono sia molto buono. In generale tutte le parti della pianta sono impiegate nella preparazione di vini, liquori, aperitivi, birra.

I petali dei fiori  si possono mangiare in pastella o farci la marmellata. I boccioli ancora chiusi si mettono sotto sale per essere consumati  come dei capperi.

USO DEPURATIVO

Si prepara sia il decotto che l’ infuso. Il decotto si prepara facendo bollire 50  gr. di radici essiccate  in mezzo litro d’acqua. Filtrate e se non vi piace amaro aggiungete zucchero o miele. Una tazza al giorno al mattino a stomaco vuoto

L’infuso si prepara con le foglie fresche  ( 30-20 foglie) tagliate a pezzetti e messe a macerare in un litro d’acqua bollente. Due o tre cucchiai al mattino a digiuno.

Oppure si può preparare come un tè con le foglie fresche.  Mettere delle foglie  fresche per ogni tazza di acqua calda.  La quantità dipende  dalla  concentrazione di amaro che vi piace.

Se si usano le radici fresche è necessario che stia in infusione almeno dodici ore. Tagliate tre  radici di Tarassaco per un litro di acqua fredda. Dopo le 12 ore lasciate bollire per 10 minuti e dopo filtrate.  la radice del Tarassaco  stabilizza anche i livelli di zucchero nel sangue per il suo contenuto di inulina.

SUCCO DI TARASSACO

Succo di radici, fiori, foglie, centrifugato una  volta al giorno un cucchiaio di spremuta fresca mescolata con 2 cucchiai di acqua

Lo stelo del tarassaco fiorito  si mastica.  Quando si spezza secerne un   latticello bianco.   Se masticati per due settimane appena raccolti nella misura di   circa dieci o  poco meno  hanno  funzione depurativa  e servono contro la stanchezza.

Il succo lattiginoso del gambo messo direttamente sulle verruche può favorirne la scomparsa

DOLORI ARTICOLARI

Per i dolori alle articolazioni o ai muscoli si consiglia un olio di fiori di tarassaco per il massaggio. Si mettono in un vasetto di vetro i fiori di tarassaco ricoprendoli con  olio d’oliva, si chiude il vaso e lo si conserva in un luogo caldo e alla luce per almeno un mese. Ogni tanto scuotere il vaso. Terminato il tempo si filtra l’olio e lo si conservar in un vetro scuro al riparo dalla luce.  Con esso massaggiare le parti dolenti.


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