L’approvazione alla Camera del Disegno di Legge 1905 noto come ddl Gelmini si è alla fine concretizzata. Il Governo e la maggioranza parlamentare, di fronte all’ondata di proteste che sta attraversando le piazze e gli Atenei di tutta Italia, hanno voluto sbeffeggiare, con temeraria indegnità e siderale distanza dai sentimenti della gente, studenti e docenti varando una normativa reazionaria come poche.
La comunità degli universitari, dagli studenti ai professori, si è accorta, purtroppo con tempi diversi, delle criticità del DDL ed è montata una mobilitazione vasta e condivisa (una protesta di simili dimensioni e modalità non si vedeva da tempo) a mostrare che l’Università non si rassegna ad essere consegnata alla concezione liberticida, inefficiente, arrogante, iniqua, punitiva, classista, ottusa, antistorica di questo provvedimento, una delle peggiori leggi di questa sciagurata legislatura.
L’approvazione definitiva del Senato è in programma dopo il “voto di fiducia” del 14 dicembre, ma è comune l’auspicio che l’eventuale entrata in vigore della riforma sia successiva all’emanazione dei decreti delegati, senza i quali detta legge sarebbe inapplicabile.
Benché la nobile, nobilissima protesta di studenti e docenti si radichi in una concezione della cultura, dello sviluppo economico, del rispetto della persona, della democrazia, che questo Governo neppure lontanamente considera, occorre un suo temporaneo trasferimento (degradamento) sul piano politico, con un cartello di iniziative da attuarsi in ogni Ateneo. Lo elenco brevemente.
- Dare massima diffusione della Petizione del CoNPAss e della Rete29Aprile e sua diffusione a tutti gli organi di governo di ogni Ateneo
- Far comprendere ai parlamentari di tutti gli orientamenti la vastità e profondità del dissenso che accompagnerà qualunque loro ulteriore iniziativa di sostegno al DDL
- Coinvolgere le famiglie degli studenti di ogni ordine e grado
- Proclamare scioperi concertati con i precari dell’università, della scuola e di altri comparti
- Pretendere che le opposizioni parlamentari si impegnino, subito e per iscritto, ad adottare, come primo atto di nuova legislatura, l’immediata abrogazione di questa legge
- Chiedere a FLI, nuovo soggetto politico, di ben soppesare la pesantissima responsabilità che, con atteggiamenti ondivaghi, contradditori e vili, si è assunto di fronte al Paese e ai suoi sostenitori
- Dichiarare, da parte delle Oo. Ss. e delle Associazioni di settore, in tutte le sedi e senza distinguo, di essere pronti a un fermo ostruzionismo volto a rendere inapplicabile questa falsa riforma.
Chiudo, invitando a riflettere sulla pessimistica valutazione di Marco Merafina, del coordinamento nazionale dei ricercatori: “E’ stata persa un’altra occasione di avviare una vera riforma, e la condizione in cui versa l’Università italiana è tale da renderla indispensabile: dal sottofinanziamento cronico ai problemi che coinvolgono in modo trasversale tutte le componenti universitarie, dal diritto allo studio al problema del precariato, dalla mancanza di uno stato giuridico dei ricercatori e del conseguente non riconoscimento del ruolo docente a quello di una governance sempre più autoritaria e affare di ‘pochi’. Tutte problematiche che avrebbero dovuto suggerire una riforma con ben diversi contenuti.”





Le nostre università potrebbero essere le prime al mondo per la bravura degli studenti e dei professori. La politica invece continua ad affossarla. Purtroppo però ignoranti e senza soldi gli italiani lo sono già … Per fortuna che sembra che anche gli studenti si sinao svegliati, speriamo che la protesta continui e che,soprattutto, serva a mandare a casa questa classe politica incompetente.