PD e PDL, gli eterni amici

Wikileaks continua a sfornare interessanti dettagli sulla vita politica italiana. Però il sito è stato accusato da varie parti di riportare notizie già note. Queste voci non hanno tutti i torti, perché lo sapevamo già che Berlusconi è un puttaniere in affari col tiranno russo Putin, sapevamo già che mezzo mondo ride di lui (e di noi per riflesso), e sapevamo anche che l’opposizione di centro sinistra italiana è finta, fasulla, inciucista e moralmente corrotta.

Pertanto non ci stupiamo di sentire mister B., al posto dei soliti attacchi agli avversari buoni per dar una parvenza di scontro politico salutare ed endogeno ad una democrazia, proferire in privato parole di elogio e stima verso i capi dei PD.

Ma non sarebbe questo il problema, stimare gli avversari non è cosa certamente disprezzabile. Il problema nasce da questo passaggio: “Disse di avere alleati nell’opposizione sulla necessità di riforma [della magistratura ndr], tra cui il leader PD Bersani”. È vero? Il PD complottava già col corruttore maximo per dare la mazzata finale alla italica giustizia? Malelingue secondo i pochi che hanno commentato la notizia (pochi, perché è stata nascosta per bene dall’informazione “ufficiale”), una quasi certezza per noi, che nel teorema PD=PDL abbiamo una fiducia incrollabile.

Ecco, tradotti da Maria Edera Spadoni, i passaggi incriminati tratti dai documenti pubblicati da wikileaks.

“Tribunali italiani – Problema numero uno”

Berlusconi ha identificato senza mezzi termini la Magistratura -il complesso italiano di organi con funzioni giurisdizionali – come “il più grande problema in Italia “e ha detto all’ambasciatore che era pronto a
stringere un’alleanza con il centro sinistra, al momento all’opposizione, per attuare la riforma giudiziaria. Egli ha osservato che un sistema giuridico dove i problemi non sono mai stati definitivamente risolti – in cui si può essere assolti da un reato e più avanti vedere il caso riaperto –  ha fiaccato il sistema politico ed economico italiano. Egli ha sostenuto che questo è ciò che è successo nel suo caso, dove è stato assolto in passato, ma che le stesse imputazioni continuano a ritornare ripetutamente. Disse di avere alleati nell’opposizione sulla necessità di riforma, tra cui il leader PD Bersani. Letta ha avvertito che il governo non saprà che peso dare a quest’idea a meno che non venga assicurato un risultato decente alle elezioni regionali di marzo 2010.

“Ragazzi svegli all’opposizione”

Berlusconi e Letta hanno mostrato un grande rispetto per i leader dell’opposizione. Berlusconi ha elogiato il leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani come un “tiratore scelto” leale e con un tasso di intelligenza superiore. Separatamente Letta si è complimentato per l’ex primo ministro (e rivale), Massimo D’Alema che mostrò coraggio e integrità durante la crisi nei Balcani prendendo alcune decisioni molto difficili. Letta ha osservato che l’argutezza di D’Alema e il comportamento da “ragazzo più intelligente nella sala” gli fece prendere accordi di routine con lui, ma ha riconosciuto il suo giudizio e la sua efficacia politica, il che ha spronato Berlusconi a sostenerlo per la posizione di ministro degli Esteri dell’Unione europea, nonostante le loro differenze politiche. Letta disse all’ambasciatore che non aveva un’idea chiara su come DiPietro avrebbe agito nella politica interna ed ha auspicato futuri contatti. Su altre questioni di politica interna, Letta ha pensato che il distacco attuale tra il partito di governo Pdl e il presidente siciliano Lombardo era un problema secondario e che si sarebbero riappacificati rapidamente.

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