“Ti guardi allo specchio ed intuisci che Darwin ha scritto un sacco di fregnacce?
Allora corri ad accaparrarti, prima che sia troppo tardi, “La bestemmia l’urlo dell’inferno”, di don E. Boninsegna, ediz. Ai-Ai (Associaz. Ital. Anal Intruder): più che una lettura, un sincero tributo al dominio della ragione, un raggio di scienza, una fetta di ragionevolezza in quest’epoca oppressa dall’oscurantismo” ( Er Pecora, su “Repubblica – di Salò”, martedì 22.11.11.)
Segnaliamo agli interessati un prezioso contributo ad un equilibrato confronto dialettico in merito allo spinoso tema dei rapporti tra fede e laicità, confronto frutto di un’approfondita esegesi dei testi sacri da parte del rev. Boninsegna, già centravanti del Kandahar nella stag. ’75-’76.
Il pio uomo ha distribuito in forma semi-clandestina, per evitare di esser travolto dalle folle osannanti, un gradevole opuscolo trattante il tema dell’ingiustificata pronunzia del nome del creatore.
Il libello si caratterizza per una sobria linea analitica, improntata ad una saggia e condivisibile moderazione, unita ad una forse eccessiva pacatezza nel richiamare gli sciagurati peccatori ad aver sempre presente la giusta punizione per non riuscire a tener a freno la lingua; peraltro, stando ad indiscrezioni, esisterebbe una nota riservata che il mullah Omar avrebbe inoltrato ai superiori dell’autore, nota in cui lamenterebbe il sorpasso delle sue posizioni oltranziste: esser secondi, dopo anni di indefesso studio, è cosa da lasciar l’amaro in bocca.
Particolarmente significativa – e scientificamente provata – è la breve esposizione delle calamità che colpirono le comunità in cui si trovavano bestemmiatori ed altre figure altezzose che osarono sfidare i dettami della dottrina in vigore.
Esortiamo a procedere senza indugio alcuno alla lettura e ad una stimolante riflessione, onde precedere l’intervento delle autorità sanitarie, auspicabilmente forzate a procedere ad un internamento coatto dell’estensore dello scritto in una struttura atta all’uopo; parimenti, ci rincuora la fiducia nella capacità di penetrazione nelle masse, notoriamente depositarie di lucida capacità di analisi e senso di critica, di codesto messaggio di stimolo al perseguimento di comportamenti virtuosi.
Disquisizioni cattedratiche a parte, sembra che, dopo la comparsa de “La bestemmia l’urlo dell’inferno” (la punteggiatura è frutto del relativismo, pertanto perniciosa), verrà presto formulato un prontuario, con prezzi espressi in valuta pregiata, per la redenzione dalle esclamazioni disdicevoli quali “poffarbacco” ovvero “acciderbolina”; per i meno gravi casi di intrusione rettale, invece, resta in vigore la consuetudine dello stretto riserbo, copyright oltretevere.
Si evita in codesta sede di riportare il recapito telefonico dell’autore onde evitare l’intasamento delle linee; parimenti ci auguriamo che la richiesta di cellulosa per la stampa del prezioso opuscolo non sia causa di dissennata deforestazione.
Concludiamo con una citazione dal N.T. secondo Paperinik: “La disciplina dello spirito inizia col caffè corretto alla vodka”.



