Giovedì scorso si è tenuta alla Gabella di Porta S.Croce il primo incontro del corso di cittadinanza attiva. In realtà ci si potrebbe chiedere se cittadini attivi si nasce o si diventa. Secondo noi non è mai troppo tardi per diventarlo. Ma che cosa significa essere un cittadino attivo?
Un cittadino attivo è innanzitutto un cittadino informato che riesce a trasmettere le proprie informazioni ad altri e ad utilizzarle per poter contribuire a migliorare la vita della comunità in cui vive. Un cittadino attivo se ha un problema sa dove rivolgersi per poterlo risolvere; se ha una proposta, allo stesso modo sa come mostrare la sua idea agli altri cittadini e alle istituzioni per provare a farla attuare.
Reggio Emilia è sicuramente una delle città d’Italia in cui il senso civico e di collettività è più sviluppato, ma, purtroppo, anch’essa soffre ormai di uno strano senso d’immobilità che attanaglia i cittadini. Non tutti però. Ed è proprio per chi sente l’esigenza di dire, fare e proporre qualcosa alla comunità, che si intendono rivolte queste piccole “dispense” del cittadino attivo.
Il primo passo da attuare è quello di raccogliere più informazioni possibili sul problema e/o proposta che ci sta a cuore. E, soprattutto, capire chi è l’organo preposto del Comune (o Provincia o Regione) che è responsabile di quel settore.
E’ bene sapere che ogni ente pubblico deve avere per legge un URP (ufficio relazioni col pubblico) al quale ci possiamo sempre rivolgere. Quindi se non sappiamo a quale ufficio rivolgerci l’URP ci saprà sicuramente aiutare.
Per informarsi oggi sappiamo bene che la rete è di grande aiuto, ma non dobbiamo dimenticare che per quello che riguarda il Comune, una grande fonte di informazioni è l’Albo Pretorio. Una sorta di bacheca comunale dove si trova un po’ di tutto: dalle coppie prossime al matrimonio, ai lavori pubblici, ai blocchi del traffico a qualsiasi altra azione il Comune svolga. Se ad esempio il Comune vuole chiudere una strada vicino casa nostra sull’albo lo troveremo scritto (è consultabile anche on line) e di solito per poter fare ricorso o opporsi a un lavoro c’è sempre un termine e parte dalla data di pubblicazione sull’albo.
Inoltre, sempre per legge, le istituzioni sono tenute a pubblicizzare quanto più possibile tutti gli avvenimenti istituzionali e importanti (come ad esempio strade e opere pubbliche) anche su internet. Sarebbe buona norma andare ogni tanto a leggere il sito del Comune della Provincia e della Regione, poiché da lì passa tutto quello che prima o poi viene a far parte della vita dei cittadini. Molti non sanno che la mancanza di sufficiente pubblicità ad un intervento o azione che intende avviare l’Amministrazione può essere motivo legale per opporsi alla realizzazione di un’opera che riteniamo svantaggiosa per noi e per la comunità. Quante volte capita che dalla sera alla mattina ci ritroviamo dei lavori vicino casa e non sapevamo niente? Se avessimo dato un occhio all’albo pretorio avremmo potuto dire la nostra nei termini di legge.
Un altro strumento molto importante per il cittadino attivo è l’accesso agli atti.
Questo è un modo per poter accedere a documenti e informazioni e nel giro di 30 giorni il Comune deve fornirceli. In ogni caso se vogliamo comunicare con la nostra amministrazione abbiamo anche la via di lasciare una lettera all’URP facendola protocollare o di mandare una mail che è un documento a tutti gli effetti o anche una raccomandata. L’amministrazione pubblica è tenuta a rispondere e dare tutte le spiegazioni del caso e fornire tutti i documenti richiesti. Di solito il Comune predispone dei moduli da compilare.
Quello che molti non sanno è che quando si richiede l’accesso agli atti non è necessario di certo sapere il numero del documento o essere precisi al millimetro, basta indicare la tipologia del documento. E’ l’impiegato preposto che deve aiutarci a trovare il documento esatto. Il Comune entro 30 gg deve rispondere alla richiesta del cittadino e, anche in questo caso, ci si può rivolgere all’URP.
Ci sono solo due casi in cui l’amministrazione può rifiutarsi di concedere dei documenti e cioè quando la richiesta viola la legge della privacy e quando il procedimento sul quale chiediamo informazioni è ancora in corso. In ogni caso se il cittadino riceve un diniego e crede di essere nel giusto può fare ricorso al TAR o anche rivolgersi al Prefetto.
Per quello che riguarda la comunicazione di sicuro questo è uno dei più grandi strumenti che possa usare il cittadino, poiché un cittadino attivo, forse, non fa notizia né rumore, 10 cittadini attivi fanno appena rumore, 100 fanno una gran caciara e 1000 forse fanno cominciare a cambiare delle cose o a proporne di nuove. E’ proprio il comunicare e far partecipi gli altri di un nostro problema o di una nostra proposta che può decidere le sorti di un progetto. Non si può negare che internet sia di sicuro il mezzo più veloce per coinvolgere altre persone, ma si può benissimo partire col comunicare prima coi nostri parenti e poi coi vicini e infine tramite la rete con quante più persone possibili. E’ indubbio che un problema/progetto che coinvolge più soggetti diventa una questione della comunità e non più del singolo. Insomma il coinvolgimento degli altri è fondamentale per poter creare una comunità viva e partecipe che INFLUISCE sulle decisioni riguardanti il territorio in cui vive.
Il prossimo incontro si terrà il 15 marzo in Gabella. Vi aspettiamo numerosi.




e si va avanti